Ultima settimana di mare rosetano per Davide Moretti, che il 24 agosto tornerà dall’altra parte del mondo – negli Stati Uniti, in Texas, a Lubbock – per iniziare la sua seconda stagione in NCAA con i Red Raiders di Texas Tech.

Un campionato che si preannuncia molto impegnativo, dopo che quello da matricola ha coinciso con la miglior stagione dell’ateneo in 95 anni di storia, con la squadra di coach Chris Beard arrivata nel ristrettissimo gruppo delle prime 8 squadre universitarie degli Stati Uniti d’America (e quindi del mondo).

Moretti, mangiando un piatto di pasta (di cui è ghiottissimo) col pesce, fa il punto ripartendo proprio dallo storico risultato della stagione passata: «Essere idolatrato dai tuoi compagni di università, che sono anche i tuoi tifosi e che non esitano a venirti a passare la palla negli allenamenti di tiro, è stato emozionante e gratificante. Ma non perché uno si senta fenomeno, bensì perché la squadra ha fatto la storia, consentendo a decine di migliaia di studenti (l’ateneo ne conta quasi 33mila) di essere fieri del loro college. Insomma: li abbiamo resi felici e orgogliosi e loro hanno contraccambiato subissandoci di selfie e affetto».

Davide ha messo a segno una grande stagione anche sui banchi di scuola, portandosi addirittura avanti con gli studi: «È stata una scelta calcolata, perché se riuscissi a laurearmi in 3 anni potrei avere l’ultimo di college dedicato esclusivamente al basket. Devo ringraziare il mio advisor accademico “Coach Sky”, se sono riuscito a frequentare con profitto più del doppio delle lezioni previste in un anno».

Gli allori del passato sono però archiviati e Moretti guarda avanti: «Dal primo giorno in cui siamo rientrati in palestra, 10 giorni dopo la fine del torneo, sappiamo che dobbiamo fare meglio della scorsa stagione. Coach Beard ce lo ha detto chiaramente: dopo aver concluso fra le prime 8, dobbiamo puntare alla Final Four e non pensare a un anno di transizione o sabbatico. Credo che sia la mentalità giusta ed è anche per l’allenatore che ho scelto questo college».

Il secondo anno dovrebbe vedere Davide Moretti crescere nel minutaggio e nelle responsabilità. Il ragazzo lo sa bene e chiosa: «Nel secondo anno delle mie esperienze passate, a Pistoia e Treviso, ho sempre avuto una specie di “consacrazione”. Mio padre – e io concordo con lui – dice che mi ci vuole un anno, a volte meno, per capire tutto e adattarmi. Quindi spero che il mio secondo anno sia meglio del primo. Starà a me farmi trovare pronto, quando il treno che incroci molto di rado passerà».

L’obiettivo è sempre lo stesso: lavorare duro e con grande umiltà, per avere un giorno una chance in NBA.

[Intervista di Luca Maggitti, pubblicata su IL MESSAGGERO Abruzzo, lunedì 20 agosto 2018. Nella foto, Davide Moretti con Giuliano “Spizzico”, tifoso del Roseto Sharks.]

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